Museo Fal'Fil dal baco alla seta

All'interno del museo è possibile visionare vecchie attrezzature: telai...

Descrizione

Dall’intreccio di fili di seta nasce questo luogo un po’ museo, un po’ laboratorio.
“Fal’ Fil” è il suo nome, che strizza l’occhio alla tradizione locale: in bergamasco quest’espressione significa “fare il filo”. E come si fa il filo di seta lo si impara tra i camini in pietra e le decorazioni liberty di Palazzo Re a Ranzanico, in un viaggio tra storia e artigianato che parte dalla bachicoltura, per arrivare alla realizzazione di questi splendidi e preziosi tessuti.

Dall’intreccio di fili di seta nasce questo luogo un po’ museo, un po’ laboratorio.
“Fal’ Fil” è il suo nome, che strizza l’occhio alla tradizione locale: in bergamasco quest’espressione significa “fare il filo”. E come si fa il filo di seta lo si impara tra i camini in pietra e le decorazioni liberty di Palazzo Re a Ranzanico, in un viaggio tra storia e artigianato che parte dalla bachicoltura, per arrivare alla realizzazione di questi splendidi e preziosi tessuti.

 Nelle sale al piano terra e al primo piano di questa residenza di campagna neoclassica si può scoprire come nasce la seta, seguendo tutti i passaggi di realizzazione attraverso un percorso a tappe con macchinari originali del XVIII secolo.

Una collezione di fotografie d’epoca svela il contesto in cui quest’attività di alto artigianato si svolgeva, mentre un’area espositiva presenta al pubblico i risultati della lavorazione: filati e tessuti pregiatissimi che dalla Val Cavallina venivano poi commerciati in Italia e all’estero.

Parte del patrimonio del museo Fa’l fil è anche una raccolta di bachi da seta provenienti da ogni angolo del mondo: una curiosità recuperata prima che andasse perduta per sempre in seguito alla chiusura di un’azienda della Val Cavallina.

Tra le sale di Palazzo Re, attraverso la storia della seta, si ripercorre anche la storia artigianale e industriale della valle stessa, delle sue genti e del suo ambiente, che aveva tra i protagonisti il gelso, un albero la cui coltura era fondamentale per l’avvio dell’intera filiera. I bachi da seta infatti sono molto ghiotti delle foglie di questa pianta, che costituivano il loro nutrimento principale.

Percorso solo su prenotazione con guida per la visita interna al palazzo e secondo il calendario di aperture programmate promosse dall’Associazione e dal Comune. (prima e terza domenica di ogni mese)


Modalità di accesso

Accesso libero in occasione delle mostre e degli eventi organizzati dall’Associazione che vi ha la sede.
Durata visita: 50′ circa
Parcheggio: SI, nelle vicinanze della Piazza Caduti

Orario di apertura

Su prenotazione